Qualità della banda larga – Rapporto Between Epitiro: anteprima risultati del primo Rapporto/#1

L’obiettivo ultimo dell’Italian Broadband Quality Index è fornire ai consumatori e agli stakeholder del settore TLC informazioni oggettive ed accurate, per ridurre le asimmetrie informative e contribuire ad uno sviluppo equilibrato della banda larga in Italia.

Per questo motivo Between ed Epitiro diffonderanno a cadenza periodica i risultati del primo Rapporto 2010, attraverso la pubblicazione in questa rubrica di dati, grafici e informazioni ottenuti dagli oltre 120 mila test effettuati su un campione casuale di 11.400 connessioni distribuite in tutta Italia.

Iniziamo con la distribuzione della velocità di download effettiva rispetto alle fasce di servizio “nominali” . Il quadro che emerge è il seguente:

  • Entry level (download pubblicizzato < 2 Mbit/s): 0,8 Mbit/s
  • Medium (da 2 a 8 Mbit/s pubblicizzati): 3,8 Mbit/s
  • High (oltre 8 Mbit/s): 7,3 Mbit/s

Come è facile osservare, il rapporto tra velocità rilevata e velocità nominale descresce in modo rilevante passando dalle offerte entry level (90%) a quelle di fascia maggiore (38%).

Nel grafico allegato è possibile anche vedere il dettaglio dei valori minimi e massimi rilevati (clicca per ingrandire).

Download per velocità dell'offerta commerciale

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Alla ricerca della qualità della banda larga

Segnaliamo l’articolo “Alla ricerca della qualità della banda larga” recentemente pubblicato dal Corriere delle Comunicazioni.

Siamo ormai tutti d’accordo nel riconoscere alla banda larga il ruolo di servizio primario e i principali paesi europei si stanno attrezzando per garantire il servizio universale de facto ad almeno 2 Mbps a tutta la popolazione. A fronte di questo orientamento di massima permane però molta ambiguità non solo sul livello effettivo delle prestazioni oggi fornite sul mercato, ma anche su quelle obiettivo di medio e lungo periodo.

Le prestazioni del servizio dipendono da molti fattori, da quelli legati alle piattaforme tecnologiche (le varie forme di xDSL o altre tecnologie), alla lunghezza del supporto trasmissivo (il doppino), alle interferenze in rete di accesso, fino alle caratteristiche della rete domestica. Le prestazioni variano poi sensibilmente nelle diverse fasce orarie, in funzione del livello di congestione delle reti. Di fatto, nessun operatore dichiara, perlomeno per la clientela residenziale, l’effettiva prestazione del servizio, trincerandosi dietro la formula “fino a”.

Al fine di dare maggiore trasparenza al mercato, l’Osservatorio Banda Larga – in collaborazione con la società specializzata Epitiro Technologies – ha avviato una rilevazione molto puntuale sulle prestazioni effettive garantite ai consumatori italiani (cfr. www.isposure.com), che verrà presentata a Capri all’inizio di ottobre.

I primi risultati mostrano come la velocità media di download sia attorno ai 4 Mbps, con prestazioni reali inferiori del 40% rispetto a quelle pubblicizzate e con valori ancora più bassi nelle fasce orarie serali. La velocità di upload è tipicamente inferiore al 10% del valore di download, ad eccezione di quei 200.000 clienti che beneficiano oggi di un collegamento in fibra ottica e per i quali il flusso è sostanzialmente simmetrico.

Anche se gli utenti che si dichiarano per nulla soddisfatti del proprio collegamento a banda larga sono relativamente pochi (10%), sono comunque oltre 1/4 quelli che mostrano delle riserve sulle prestazioni del servizio, in particolare in termini di velocità. E questo in un quadro dove in realtà oltre il 40% dei clienti non sa o non si ricorda correttamente le prestazioni contrattualizzate! In questo contesto, ben vengano iniziative come il Broadband Speeds Code of Practice promosso da Ofcom nel Regno Unito.

Mentre a Bruxelles si discute su come portare i 2 Mbps a tutti, Tokyo e Seul attuano ambiziosi progetti Paese che mirano ad arrivare alla soglia di 1 Gbps, ma questa è un’altra storia.

Cristoforo Morandini, Associated Partner Between

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