Qualità della banda larga – Rapporto Between Epitiro: anteprima risultati/#3
I dati delle rilevazioni isposure relative a Gennaio 2010 dimostrano da un lato come il rapporto tra velocità rilevata e velocità nominale decresca passando da offerte “entry level” (velocità reclamizzata fino a 2 Mbit/s in download) a offerte di fascia maggiore (oltre 8 Mbit/s in download), dall’altro come esistano significative differenze nelle velocità effettive medie di download a seconda della dimensione comunale.
I piccoli comuni sono dunque svantaggiati rispetto alle grandi aree metropolitane: esiste un digital divide infrastrutturale che, oltre che sulla semplice presenza/assenza del servizio, si manifesta anche in un significativo divario prestazionale.
Ma i dati dell’Italian Broadband Quality Index non si fermano qui: anche a livello regionale esistono differenze nella velocità effettiva di download, che, se pure non eccessivamente marcate, nel peggiore dei casi si concretizzano in un divario che sfiora il 35%.
In particolare, le analisi condotte hanno permesso di classificare le regioni italiane in 4 fasce prestazionali (vedi mappa sotto):
- FASCIA A (sopra la media): Lazio, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Trentino Alto Adige
- FASCIA B (in linea con la media): Abruzzo, Campania, Liguria, Sicilia, Toscana
- FASCIA C (sotto la media): Basilicata, Calabria, Marche, Puglia, Veneto
- FASCIA D (valori critici): Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Molise, Umbria, Valled’Aosta
Non emerge dunque uno squilibrio tra Nord e Sud. Al contrario è possibile osservare come la perfomance media risulti lievemente peggiore sulla dorsale adriatica rispetto a quella tirrenica.



