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Alla ricerca della qualità della banda larga

Segnaliamo l’articolo “Alla ricerca della qualità della banda larga” recentemente pubblicato dal Corriere delle Comunicazioni.

Siamo ormai tutti d’accordo nel riconoscere alla banda larga il ruolo di servizio primario e i principali paesi europei si stanno attrezzando per garantire il servizio universale de facto ad almeno 2 Mbps a tutta la popolazione. A fronte di questo orientamento di massima permane però molta ambiguità non solo sul livello effettivo delle prestazioni oggi fornite sul mercato, ma anche su quelle obiettivo di medio e lungo periodo.

Le prestazioni del servizio dipendono da molti fattori, da quelli legati alle piattaforme tecnologiche (le varie forme di xDSL o altre tecnologie), alla lunghezza del supporto trasmissivo (il doppino), alle interferenze in rete di accesso, fino alle caratteristiche della rete domestica. Le prestazioni variano poi sensibilmente nelle diverse fasce orarie, in funzione del livello di congestione delle reti. Di fatto, nessun operatore dichiara, perlomeno per la clientela residenziale, l’effettiva prestazione del servizio, trincerandosi dietro la formula “fino a”.

Al fine di dare maggiore trasparenza al mercato, l’Osservatorio Banda Larga – in collaborazione con la società specializzata Epitiro Technologies – ha avviato una rilevazione molto puntuale sulle prestazioni effettive garantite ai consumatori italiani (cfr. www.isposure.com), che verrà presentata a Capri all’inizio di ottobre.

I primi risultati mostrano come la velocità media di download sia attorno ai 4 Mbps, con prestazioni reali inferiori del 40% rispetto a quelle pubblicizzate e con valori ancora più bassi nelle fasce orarie serali. La velocità di upload è tipicamente inferiore al 10% del valore di download, ad eccezione di quei 200.000 clienti che beneficiano oggi di un collegamento in fibra ottica e per i quali il flusso è sostanzialmente simmetrico.

Anche se gli utenti che si dichiarano per nulla soddisfatti del proprio collegamento a banda larga sono relativamente pochi (10%), sono comunque oltre 1/4 quelli che mostrano delle riserve sulle prestazioni del servizio, in particolare in termini di velocità. E questo in un quadro dove in realtà oltre il 40% dei clienti non sa o non si ricorda correttamente le prestazioni contrattualizzate! In questo contesto, ben vengano iniziative come il Broadband Speeds Code of Practice promosso da Ofcom nel Regno Unito.

Mentre a Bruxelles si discute su come portare i 2 Mbps a tutti, Tokyo e Seul attuano ambiziosi progetti Paese che mirano ad arrivare alla soglia di 1 Gbps, ma questa è un’altra storia.

Cristoforo Morandini, Associated Partner Between

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Qualità dei servizi broadband: 3 domande per il vostro ISP

Secondo una recente pubblicazione della Epitiro Technologies, nel 2008 in Irlanda i clienti con un abbonamento Internet Broadband da linea fissa hanno ricevuto mediamente solo il 60% della velocità di collegamento reclamizzata nelle pubblicità.

La trasparenza e l’efficienza di un mercato sono influenzate direttamente dai problemi di asimmetria informativa: la consapevolezza e il potere decisionale del consumatore aumentano con l’incremento della condivisione delle informazioni. Tuttavia, nel mercato italiano della banda larga gli strumenti di navigazione offerti agli utenti sono davvero pochi: da un lato i prezzi, che tendono a convergere per fasce d’offerta, dall’altro le velocità in up/download reclamizzate nelle pubblicità. Gli indicatori di qualità del servizio sono praticamente assenti, e l’acquisto di nuova ADSL si configura nella maggior parte dei casi come un salto nel buio.

Secondo l’interessante guida per il consumatore pubblicata da Epitiro (Getting Good Broadband), sono almeno 3 le domande alle quali gli ISPs dovrebbero dare risposta: 

  1. Qual è la migliore velocità che realisticamente posso aspettarmi durante le ore di traffico non congestionato?
  2. Qual è la banda minima garantita?
  3. Qual è la strategia di gestione del traffico?

 Come risponderebbe il vostro Internet Service Provider?

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Il Bandometro isposure: Qual è la reale velocità della tua connessione broadband?

La diffusione della Banda Larga non è un fenomeno rapido né tantomeno uniforme. Eppure, anno dopo anno, si manifesta sempre più concretamente. Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio Banda Larga (2008), a disporre di una connessione Internet broadband in casa è il 37% delle famiglie italiane, che rappresenta circa il 90% delle famiglie dotate di una connessione domestica.

Lo scenario futuro vede, da un lato, la trasformazione dell’Internet Broadband in commodity dall’altro l’evoluzione del consumatore, che sarà sempre più attento e consapevole. Quando sceglieremo il nostro nuovo abbonamento faremo molta più attenzione alla qualità del servizio: probabilmente vorremo sapere qual è l’effettiva velocità della connessione, o perché il servizio non è continuo.

È proprio questa la direzione verso la quale si muove anche l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che con la recente Delibera 244/08/CSP promuove la realizzazione di un sistema di rilevazione della qualità dei servizi Internet.

Between, società di consulenza che dal 2002 promuove l’Osservatorio Banda Larga, ha avviato con Epitiro Technologies, azienda inglese attiva nell’analisi delle prestazioni dell’Internet Broadband, una collaborazione per il lancio di un progetto di lungo periodo per l’analisi della performance effettiva delle connessioni broadband italiane.

Seguendo l’esperienza già maturata da Epitiro in UK, Irlanda, Nuova Zelanda, Australia, il progetto prevede la distribuzione gratuita del software isposure, che permette di misurare le prestazioni della propria connessione ADSL domestica: si tratta quindi una specie di agente di misurazione remoto, che potremmo chiamare bandometro.

Una volta avviato, il software esegue alcuni test ad intervalli regolari: precisiamo fin da ora che isposure non rileva dati personali o relativi alle vostre abitudini di navigazione, né influenza le prestazioni del vostro pc.

Download e informazioni sul sito www.isposure.com.

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